Minoranze, vittime silenziose dei cambiamenti climatici

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21/05/2008
http://www.ipsnotizie.it/nota.php?idnews=1140

Come in tutte le cose, anche in tema di cambiamento climatico le minoranze sono quelle che pagano più degli altri lo scotto del loro essere “svantaggiate”.
Alluvioni, inondazioni, scioglimento dei ghiacci, maremoti: sono le popolazioni in difficoltà, quelle più povere che ovunque nel mondo patiscono maggiormente gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici. Questo è, in sintesi, il messaggio del rapporto sullo “stato delle minoranze nel mondo 2008″, stilato dal Minority Rights Group International, http://www.minorityrights.org/?lid=6140 che ho letto e che mi ha colpito moltissimo. Parlando di cambiamento climatico, questo delle minoranze è un tema che spesso non viene trattato o viene lasciato un po’ in sordina.
Sono però queste popolazioni che pagano il prezzo più alto per gli effetti disastrosi del riscaldamento e sono assai spesso anche lasciati indietro nelle operazioni si soccorso perché vivono ai margini della società. Alcuni sono perfino vittima degli sforzi fatti per contrastare il riscaldamento globale, come lo sgombero di alcuni tratti di terra da utilizzare per la produzione di biocarburanti.
Il rapporto specificava inoltre come sia proprio la distribuzione geografica delle minoranze, che spesso si concentrano in zone dove i benestanti non vogliono vivere perché maggiormente a rischio, che le rende più vulnerabili. E siccome più si è poveri e più si dipende dalla terra per il proprio sostentamento, le popolazioni indigene sono doppiamente martoriate dai drammatici effetti dei cambiamenti climatici sul ciclo delle stagioni e sulle precipitazioni.
un’organizzazione non governativa che lavora per salvaguardare i diritti delle minoranze etniche, linguistiche e religiose e delle popolazioni indigene di tutto il mondo.
Tra i gruppi svantaggiati vi sono i dalit (o gli “intoccabili”) in India, la comunità di pescatori Rakhain in Bangladesh, i pastoralisti del Kenya, la comunità Karamajong in Uganda, gli afro-colombiani in Colombia, le comunità rom in Europa e il popolo Sami nel nord della Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia.
Allego qui delle immagini riferite al ciclone Sidr che ha devastati il Bangladesh, che possono dare testimonianza di quanto affermo in questo mio contributo, e cito anche dei dati Ansa riferiti a quella sciagura: il governo del Bangladesh ha stimato tra 5.000 e 10.000 i morti provocati dal peggiore uragano abbattutosi sul Bangladesh negli ultimi dieci anni. Quattro milioni i senzatetto e centinaia di villaggi rasi al suolo non sono stati ancora raggiunti dai soccorsi. La Mezza Luna Rossa parla anche di 3.500 pescatori che mancano ancora all'appello su circa 150 barche. Al disastro dell'uragano si aggiunge l'emergenza fame, sete ed epidemie.

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2 commenti
ritratto di Silvia
Silvia il Gio, 12/06/2008 - 16:15 ha detto
+1 voti

sono molto d'accordo con quello che stai dicendo, purtroppo le persone svantaggiate sono quelle che devono sopportare i costi maggiori

ritratto di rosa
rosa il Dom, 01/06/2008 - 14:07 ha detto
+5 voti

Sono d'accordo. Guardate le immagini che ho trovato.

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