rifiuti: una possibile via per risolvere i problemi del pianeta.

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12/06/2008

che ne pensate del fatto che una gestione corretta e differenziata dei rifiuti di qualsiasi genere (urbani, industriali, liquidi ecc...) possa ridurre l'effetto serra e quindi il surriscaldamento del pianeta terra? io credo che nel nostro piccolo possiamo fare molto, anche partendo da una gestione differenziata dei rifiuti dalla quale potremmo ricavare energia utile per lo svolgimento delle nostre azioni quotidiane.


11 commenti
ritratto di mat78
mat78 il Mer, 24/02/2010 - 10:25 ha detto
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ritratto di mat78
mat78 il Mer, 24/02/2010 - 10:11 ha detto
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aieie

ritratto di mat78
mat78 il Mer, 24/02/2010 - 10:10 ha detto
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Sicuramente le strategie per la gestione dei rifiuti che le amministrazioni metteranno in atto avranno un impatto enorme sull'ambiente.
I rifiuti sono una componente importante del nostro sistema economico ma tuttavia la discussione su questa tema non ha ancora il supporto consapevole dell'opinione pubblica.
Ci sono amministrazioni pubbliche, sindaci e ministri che continuano a sostenere la necessità di costruire impianti dedicati all'incenerimento mentre una parte sempre crescente di ricercatori, medici, rappresentanti della società civile pongono seri interrogativi sulle problematiche che questo tipo di strategia comporta per l'ambiente e di conseguenza per la salute dei cittadini.
Ad oggi ci sono indagini epistemiologiche che evidenziano la nocività dei fumi e dei rifiuti che questi impianti producono.
E' necessario in questo senso ricordare la + celebre legge della fisica ''nulla si crea, nulla si distrugge''.Bruciare i rifiuti significa riversare nell'aria particelle cancerogene e avere cmq il problema di smaltire le ceneri tossiche.Le alternative a questo processo ci sono, vengono da anni utilizzate in Pasi esteri, e recentemente anche in Italia.La politica italiana si sta muovendo, lentamente, sospinta da leggi comunitarie che impongono sanzioni a carico delle emministrazioni locali, e equindi dei cittadini, che non raggiungono livelli adegueti di racolta differenziata.Mi preme sottolineare che comuni come treviso, novara, capannori hanno raggiunto % ben al di sopra del 70% di raccolta differenziata grazie allo strumento del ''porta a porta''.
Questo permette di raccogliere gran parte dei materiali riutilizzabili come materie prime..i rifiuti che diventano risorse.
Come del resto avviene per l'incenerimento, non tutti i rifiuti trattati possono essere riutilizzati.
Le aziende DEVONO iniziare a commercializzare i propri prodotti tramite confezioni che si prestano a essere riutilizzate, quindi ad entrare nuovamente nel processo produttivo.
I benefici, per chi pensasse che si tratti di un'utopia ambientalistica sono anche di carattere economico.
Questo processo impiega molto materiale umano, posti di lavoro.
http://beppegrillo.meetup.com/204/messages/boards/

http://ambientefuturo.org/

http://www.comunivirtuosi.org/index.php/strategia-rifiuti-zero/411-strat...

ritratto di Silvia
Silvia il Mer, 29/10/2008 - 15:28 ha detto
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Ciao Martina, sono perfettamente daccordo con quello che hai detto. La raccolta differenziata è uno strumento che noi tutti abbiamo a disposizione nell'immediato per cercare di limitare il degrado ambientale.
Anche io sono una "fan" della raccolta differenziata e vorrei che tutti capissero l'importanza di questa pratica
I media stanno cercando di sensibillizzare la popolazione attraverso campagne pubblicitarie, ma i risultati mi sembrano ancora molto scarsi, e le percentuali di rifiuti differenziati lo dimostra.
Sarebbe necessario l'intervento del governo, anche con misure restrittive, al fine di far capire la reale importanza di questo gesto!!!!

ritratto di Mart
Mart il Mer, 29/10/2008 - 14:55 ha detto
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Ciao a tutti,
io sono una "malata della raccolta differenziata", nel senso che mi porto dietro anche per km una bottiglietta per buttarla nella raccolta della plastica, oppure che ho messo a casa l'addolcitore proprio per non dover più comprare (e quindi poi smaltire) le bottiglie di plastica....però abito davanti ai cassonetti e mi accorgo che una percentuale altissima di persone non si preoccupa minimamente di fare la raccolta differenziata.
Io sono per la linea dura: multe a chi non fa la raccolta differenziata....mi rendo conto che sia una cosa poco condivisibile, ma ne va della salute di tutti ed anche del Pianeta.... Pensate alla cintura di sicurezza o al casco per i motorini: appena è passata la legge tutti si sono lamentati, ma alla fine le persone hanno cominciato a capire che la multa per il casco non era solo una tassa, era un salvavita....e io penso che lo sia anche la multa per la raccolta differenziata....è un salvavita i cui effetti non si vedono nell'immediato (come la caduta con/senza casco) ma che ha i suoi effetti nel tempo....pensateci....

ritratto di Silvia
Silvia il Lun, 20/10/2008 - 17:42 ha detto
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Ciao Sara, ti ringrazione per aver aderito alla piattaforma e per aver mandato un tuo messaggio. sono perfettamento in linea con il tuo pensiero!!!! Tante volte acquistiamo degli oggetti che già sappiamo diventeranno dei rifiuti. E' necessario modificare i nostri modelli di consumo e di produzione, cercando di indirizzarsi verso stili di vita più sostenibili.
Cosa potremmo fare????

ritratto di Sara
Sara il Gio, 16/10/2008 - 12:41 ha detto
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Mi sono appena inserita nel forum ma concordo anch'io sul fatto che non possiamo stare alla finestra.
Innanzi tutto mi complimento per le informazioni fondate e precise che vengono riportate e dal basso vorrei fare una riflessione: quello che noi consideriamo "rifiuto" e che gettiamo (in maniera differenziata o peggio indifferenziata) è davvero un rifiuto?
Quante cose acquistiamo e poi scartiamo senza averle sfruttate al meglio... e l'impatto prodotto dai nostri scarti non è solo sui rifiuti, ma anche (banalmente) sull'energia e sulle materie prime consumate.
Una prima azione da fare potrebbe essere quella di riflettere prima di acquistare e prima di gettare!

ritratto di Silvia
Silvia il Gio, 03/07/2008 - 10:31 ha detto
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In merito alla questione dei rifiuti ho trovato un articolo illuminante sulla situazione della Toscana in questa materia. L'articolo recita le seguenti parole: Il benessere ha due facce: frigoriferi e armadi pieni e… cassonetti pieni. In Toscana ogni cittadino produce ogni anno circa 700 kg di rifiuti, più della media nazionale, in pratica 2 kg al giorno. E il trend è costantemente in aumento. Il problema non finisce nel cassonetto. Anzi, inizia lì. C’è l’urgenza di diminuire la quantità complessiva di rifiuti, di ridurre gli imballaggi, di aumentare la raccolta differenziata, oltre al problema di come smaltirli una volta ritirati, di come trarre benefici dai rifiuti, di evitare danni dal loro incenerimento.
La Toscana è una tra le Regioni italiane che producono più rifiuti. Famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni nel 2006 ne hanno prodotte ben 2.562.000 tonnellate (pari ad una media di 703 kg/abitante/anno), secondo i dati del rapporto dell’Agenzia regionale di recupero delle risorse (Arrr) di quella per l’ambiente (Arpat) e dell’Osservatorio regionale dei rifiuti. A questi si aggiungono circa 7.300.000 tonnellate di rifiuti speciali, di cui 263.148 tonnellate di pericolosi. Una situazione complessa, a cui contribuiscono fattori come i notevoli flussi turistici ospitati dalla Toscana - oltre 40 milioni di presenze all’anno – e la presenza di un tessuto economico fatto di tante piccole e medie imprese, i cui rifiuti sono molto spesso assimilati ai rifiuti urbani.
La raccolta differenziata è attestata al 33,4% di media regionale, un risultato buono (su scala nazionale nel 2007 era il sesto miglior dato ed uno dei 7 sopra al 30%) ma stabile. Le province più virtuose sono Siena (38,6%), Prato (37,9%), Lucca (36,6%), Firenze (36,4%), Pistoia (35,2% grazie al 39,6 dell’area empolese Valdelsa). Da sola la provincia di Pistoia si colloca, con una media del 32,8%, sotto il 35%, come le province di Livorno (33,5%), Pisa (33,1%), Grosseto (28,8%), Arezzo (25,9%) e Massa (25,1%).
Le “fette” della torta complessiva del differenziato sono così ripartite: 35,7% carta e cartone, 16,6% organico, 12,7 % potature, 9,3% di vetro, legno 9%, 5,6% metalli, altri ingombranti 4,7%, 3,4% plastiche, stracci 0,9 %, 0,4% lattine, 0,3% rifiuti urbani pericolosi (pile, farmaci scaduti ecc.).
Il 12% dei rifiuti toscani (stessa percentuale da quasi 10 anni) è stato bruciato in un termovalorizzatore. Ce ne sono 8 attualmente in esercizio in Toscana . Il resto è finito in discarica. Ce ne sono 22, di cui le più grandi sono 3, a Terranuova Bracciolini, Peccioli e Rosignano.
Grazie alla raccolta differenziata la percentuale di rifiuti destinata a finire in discarica è scesa dall’84% del 1998 al 63%, un dato comunque molto elevato che si traduce in circa 1 milione e 400 mila tonnellate di rifiuti urbani cui si sommano altre 900 mila tonnellate di rifiuti speciali, per un totale complessivo di 2 milioni e 300 mila tonnellate. Al 31 dicembre 2006 le discariche regionali, nel frattempo autorizzate ad accogliere altri 2,2 milioni di metri cubi di rifiuti, avevano una capacità residua di 8 milioni di metri cubi. Si stima che gli impianti presenti si esauriranno tra il 2010 e il 2011.
L’obiettivo regionale è far crescere la differenziazione arrivando almeno al 50% - così come la legge prevede - entro i prossimi due anni. Questo pur sapendo che dalla raccolta differenziata, come da qualsiasi altro processo produttivo, residuano altri rifiuti (da un chilo di carta, ad esempio, derivano dai 200 ai 400 grammi di fanghi) e che per alcune tipologie di rifiuti differenziati esiste ancora oggi il problema della collocazione sul mercato. La Regione ha deciso di destinare la maggior parte dei proventi dell’ecotassa per dare un nuovo slancio alla raccolta differenziata e migliorare i meccanismi di riciclaggio e di riutilizzo, avviandola, dove ancora non è presente, o potenziandola per i rifiuti organici di utenze domestiche, ristoranti, mense e mercati, sviluppando modalità più efficienti di raccolta differenziata, sostenendo gli agricoltori che fanno uso di compost di qualità, potenziando la raccolta degli imballaggi mediante un accordo con Anci-Conai.
Per far fronte al drammatico problema dei rifiuti, ed impedire che si giunga ad una situazione di emergenza, la Regione Toscana si è dotata della Legge regionale n. 61, approvata il 22 novembre del 2007 e entrata in vigore il primo dicembre (rivede la legge regionale 25 del 1998 e stabilisce le norme per la gestione integrata e di un ampio capitolo deldei rifiuti) Piano regionale di azione ambientale (Praa), che prevede quasi 60 milioni di euro fino alla fine della legislatura per azioni e interventi sul fronte dei rifiuti. Le parole d’ordine sono 3: riduzione della produzione; aumento della raccolta differenziata, del recupero e del riuso; diminuzione del conferimento in discarica. Un percorso che impone il cambiamento dei modelli di produzione e consumo e degli stili di vita. Ma l’alternativa non esiste.
La nuova legge regionale sui rifiuti punta sulla riduzione da 10 a 3 degli Ambiti territoriali ottimali (Ato), gli organismi che appunto provvedono alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti. Prevede la stesura di un Piano regionale dei rifiuti e di 3 Piani interprovinciali, corrispondenti ai nuovi Ato. I dati scaturiti da questo articolo non mi sembrano molto confortanti soprattutto se non ci mettiamo in un'ottica di miglioramento.

ritratto di Silvia
Silvia il Mar, 01/07/2008 - 17:40 ha detto
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Dal basso intendo partendo dalle nostre azioni quotidiane. Nelle nostre abitazione abbiamo la possibilità di fare la raccolta differenziata, un ottimo strumento per gestire in maniera corretta i rifiuti. Fare la raccolta differenziata di tutto, dalla plastica la vetro, dall'alluminio al legno, dall'organico all'indifferenziato significa conferire in discarica una percentuale di rifiuti che non supera il 25%. Tutto il resto viene mandato al recupero o negli impianti di smaltimnto o di riciclaggio dove il materiale riciclato torna al 100% quello che era al momento in cui lo abbiamo gettato nella pattumiera. Altro fattore che dovrebbe spingere alla raccolta differenziata è il fatto che possiamo ottenere energia da ciò che viene smaltito: per esempio smaltendo rifiuti nell'inceneritore possiamo ottenere energia elettrica per l'illuminazione delle nostre case, degli edifici pubblici, dell'illuminazione pubblica ecc... Lo sapevi che riciclando una bottiglia di plastica da 50 cl si può ottenere tanta energia quanta ne serve per tenere accesa una lampadina da 60 watt per un'ora? Differenziare i rifiuti è un forte strumento a nostra disposizione per salvare una piccola parte del pianeta dai disastri che lo stanno interessando.

ritratto di doktor_roby
doktor_roby il Mar, 01/07/2008 - 13:01 ha detto
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da quanto in basso??